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Via Giulia; una via , un Presepe.

Brevi Cenni Storici

Via Giulia, incisione del Vasi
Via Giulia fine 800

Nel Medioevo via Giulia si chiamava “magistralis” perché reputata una via maestra, anche se tortuosa e fangosa. Sisto IV della Rovere, nel piano di riorganizzazione della città, nel 1478 ristrutturò questa via denominata”mercatoria” perché collegava la zona ad alto potenziale finanziario (piazza di Ponte S.Angelo) con i mercati di Campo de’ Fiori e di piazza Navona.

La via nel fascino dei tramonti romani

Ma fu nel 1508 che papa Giulio II della Rovere progettò, col Bramante, la prima e la più lunga strada di Roma (1 Km) a tracciato rettilineo (tanto che fu chiamata anche “via Recta”), denominata “strada Julia” dal nome del pontefice. Lungo questa strada si allinearono i “blasoni” più importanti dell’epoca, dai Sacchetti ai Ricci ed ai Chigi (per lo più di origine fiorentina o, almeno, toscana), a testimonianza della notevole importanza della via.

Via Giulia nella notte con gli addobi nel 2016 ph Giovanni Mura

La costruzione dei muraglioni del Tevere, avvenuta dopo il 1870, stravolse la “facies” più caratterizzante della via: sparirono le case lungo il fiume, i palazzi vennero ridimensionati o eliminati, come accadde per il cosiddetto “palazzo dei Centopreti”, al quale un tempo si appoggiava, come fondo pregevole della via, la fontana oggi in piazza Trilussa.

Riflessioni a via Giulia
Mappa del Catasto Gregoriano sovrapposta a quella del Nolli, in rosso la retta di Via Giulia dai Centopreti a Piazzetta dell’Oro

Alla fine del diciannovesimo Secolo, tutte le case poste sul lato destro della Via Giulia, quelle prospicenti al fiume,dalla Fontana del Mascherone a Ponte Sisto, furono demolite per far posto ai muraglioni del Tevere e al Lungotevere dei Tebaldi.
Di questo breve tratto di via il pittore Ettore Roesler Franz eseguì tre acquerelli:

“La Fontana di Ponte Sisto”      (1878)
“La posterula di Via Giulia”       (1882)
“La Fontana del Mascherone”   (1889)

Luciana Cordeschi, autrice dell’eccelso presepio Romano di via Giuliahttps://bibliostatuario.wordpress.com/tag/luciana-cordeschi/

Qui non affrontiamo la storia della Via, ma le sue suggestioni antiche, evocate da questo splendido Presepe Romano realizzato da Luciana Cordeschi, e lo facciamo immagine per immagine.

Scorcio della via, dalla stalla della natività con primo piano sui Re Magi.
A sinistra angolo con l’attuale Via del Mascherone, di fronte le stalle di Palazzo Farnese e sullo sfondo la cupola di S. Maria dell’Orazione e Morte.

Salone dell’Ospizio di S. Francesco dei Mendicanti anche detto “Ospizio dei cento preti”. Angolo con Via dei Pettinari, poi angolo con Vicolo dell’Arcaccio; sullo sfondo: Via Giulia, il cavalcavia di Palazzo Farnese, la chiesa di S. Maria dell’Orazione e Morte.

Altra vista dal salone dell’Ospizio con angolazione proprio sull’angolo di Via dei Pettinari

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Via dei Pettinari: al centro Piazza S. Francesco dei Mendicanti, sulla sinistra il Palazzo dei Cento Preti con il Fontanone e sullo sfondo Ponte Sisto .

Via dei Pettinari: al centro Piazza S. Francesco dei Mendicanti, sulla sinistra il Palazzo dei Cento Preti con il Fontanone e sullo sfondo Ponte Sisto.

Stalla della Natività: E’ situata tra Vicolo del Polverone e Via del Mascherone; sullo sfondo a sinistra angolo dei “Cento Preti” e attacco di Ponte Sisto; di fronte la “Posterula”.

Particolare della stalla dove si intravede sullo sfondo anche la Fontana del Mascherone.

Altra vista dalla stalla della Natività sullo slargo della “Posterula”
Quadro d’insieme della Natività

Vista dalla stalla della Natività con sfondo sulla facciata dell’Ospizio dei Cento Preti e del Fontanone.


Quadro d’insieme della Natività

Altra vista dalla stalla della Natività sullo slargo della “Posterula”.

Primo piano su Piazza S. Francesco dei Mendicanti e sullo sfondo Via Giulia.

La storia

Palazzo dei Centopreti prima delle demolizioni

L’Ospizio di S. Francesco dei Mendicanti, posto come sfondo di Via Giulia, fu costruito per volere di Papa Sisto V nel 1587. Nato come ricovero per poveri preti indigenti, mendicanti, zitelle ecc.. ebbe però vita breve per la difficoltà nello gestire tante persone così diverse fra loro. Restò quindi abbandonato fino al 1650 quando la “Congregazione dei Cento Preti”, che lo amministrava, lo adibì a Ospizio per religiosi malati e anziani; da qui la denominazione di “Ospizio dei cento preti”.
Nella sua monumentale facciata era inserito il famoso “Fontanone di Ponte Sisto” che dopo lo smembramento del palazzo, avvenuto alla fine dell’800 per consentire la costruzione dei muraglioni sul Tevere, fu smontato e ricostruito in Piazza Trilussa al di là di Ponte Sisto.
All’interno dell’Ospizio vi era la chiesa di S. Francesco d’Assisi, denominata de’ Mendicanti, costruita anche questa per volontà di papa Sisto V.
Quando tutto il complesso venne abbattuto, il soffitto della chiesa, ligneo a cassettoni e con lo stemma papale incorporato, venne riutilizzato nella
chiesa di Santa Caterina della Rota.

Via dei Pettinari verso Ponte Sisto

Via dei Pettinari così denominata per le tante botteghe di cardatori di lana che fino alla metà del 1800 popolavano la via, tanto che da quelle botteghe usciva il famoso “pettinato di lana”.

Piazza S. Francesco dei Mendicanti, così chiamata per la chiesa situata all’interno dell’Ospizio.

Ponte Sisto visto dalle case demolite a piazza di ponte Sisto

Ponte Sisto venne fatto costruire da papa Sisto IV in preparazione dell’Anno Santo del 1475.
Questo ponte fu voluto fortemente dal Papa per evitare il ripetersi della tragedia causata dalla ressa dei pellegrini nel Giubileo del 1450, quando decine di fedeli, dovendo necessariamente attraversare Ponte S. Angelo (che era l’unico ponte che permetteva l’ingresso in San Pietro) morirono schiacciati nella calca o perchè caduti nel Tevere per il ponte troppo stretto.
Una lapide in latino posta sulla riva sinistra del ponte così declama :” Tu che passi per volontà di Sisto IV, chiedi alla Provvidenza divina che ci conservi a lungo ed in buona salute questo Pontefice ottimo massimo, e tu pure che rivolgi questa preghiera, statti bene, chiunque tu sia”
Ponte Sisto è l’unico ponte in muratura costruito da un pontefice a Roma.

Piazza Pallotti ancolo coi Pettinari fine 800, allcoda della processione dei sacconi rossi, vicolo dell’arcaccio

Vicolo dell’Arcaccio, oggi senza uscita, ma che un tempo, a mezzo d’un arco, arrivava sino a Piazza Capodiferro.

Vicolo del Polverone (così detto perchè coperto di polvere sabbiosa proveniente dalla sponda del Tevere che in quel tratto era chiamata “la seccuta”.

Via del Mascherone (così denominata dalla Fontana posta in una piazzetta in fondo alla via omonima).

La riva con le case demolite, la posterula appena a sinistra della vegetazione

La “Posterula” di Via Giulia detta anche “de Pulvino”, ossia della polvere, faceva parte delle numerose posterule o varchi per l’accesso alle rive del Tevere poste sulla cinta muraria che correva da Porta Flaminia a Ponte Gianicolense.
Da questa posterula transitavano i mugnai che avevano le loro mole sul Tevere a ridosso di Ponte Sisto.

La “Fontana del Mascherone” progettata nel 1570, era posta in una piccola piazzetta sulla Via Giulia da dove era possibile vedere, attraverso un arco, le rive del Tevere e da cui si passava per prendere il Traghetto, ovvero “la scafa” per Porta Settimiana.

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