Via della Scala vista dall’Arco di porta Settimiana

Epicentro di un rione, nonchè asse viario di ancestrale memoria che ricalca fedelmente nel tracciato, un percorso di epoca Romana, che va dalla Lungara ed attraversa la piazza omonima, per giungere a piazza S.Egidio.

La Scala  a Roma, con la sua via e vicolo, chiesa e spezieria… è centro di confluenza tra i vicoli adiacenti e chi arrivava dalla Lungara varcando Porta Settimiana. Da essa si dipanano vicolo Bologna, vicolo della scala e la stessa via della scala.

Pianta del Nolli
Sepolcro del Falda dentro S.Maria alla Scala ed una sua incisione del 1680

La via e la piazza mostrano fuori e dentro i cortili delle abitazioni, edicole sacre, resti di colonnati romanici, ma anche tanta stratificazione sopra i suddetti resti, fatta in tutte le epoche successive all’impero.

Si narra che ad uso della spezieria e per pochi signori della via, ci fossero anche alcune fontane nei cortili , con effige del Leone, alimentate da una vena di Acqua Lancisiana. Provenienti da una vena che passa alla fntana del putto a S.Maria dei sette dolori, c’è più in basso una fontana ormai secca nel cortile alle spalle della chiesa.

Tutte queste fontane, al pari delle altre (ne parleremo in un articolo dedicato), furono chiuse negli anni 50 a causa di inquinamento delle falde.

Qui sotto un 360° del cortile

Fontanella al “Portonaccio” di via della Scala
Fontana nel cortile del demanio dietro la chiesa, ex caserme e magazzini riconvertiti ad alloggi: un angolo bucolico a via Garibaldi sconosciuto ai più
Fontanile nel cortile , a confronto foto del 1974 con oggi…
Piazza e chiesa della Scala

S.Maria alla Scala: Chiesa e Spezieria

Narra la tradizione che, nello stesso luogo dove oggi sorge il Sacro Edificio, vi fosse, accanto alla scala d’ingresso ad una casa, il ritratto di una Madonna alla quale si attribuivano un numero impressionante di miracoli. Il fenomeno assunse proporzioni così elevate che papa Clemente VIII fu quasi costretto ad edificare una chiesa nel luogo ormai meta di numerosi pellegrini in cerca di guarigioni miracolose.

La Trastevere che non c’è più in questa foto del 1974
Pinelli:”er pittor de Trestevere” ci regala questa incisione con La piazza della Scala che fa da teatro per l’orso ammaestrato…primi 800
Vicolo della Scala, dalla Piazza omonima al Mattonato anni 70
Piazza della Scala ani 60..quella Roma che non esiste più

Una prima costruzione della chiesa e dell’annesso convento si ebbe all’epoca dei miracoli, ossia nel 1593, su progetto di Francesco Capriani da Volterra per volere dei Carmelitani Scalzi (che tuttora la officiano), ma, a causa di una serie di contrattempi (tra cui anche la morte del Capriani), i lavori terminarono soltanto nel 1610 ad opera di Girolamo Rainaldi.

La facciata fu ultimata invece nel 1624 ed è a due ordini: quello inferiore è spartito da lesene con capitelli corinzi e presenta sul portale, al centro di una nicchia.

 

Via della Scala all’inizio angolo Garibaldi nel 1944

La statua della “Madonna col Bambino” nella cripta sopra il portone esterno, è opera di Francesco Cusart del 1633. L’ordine superiore è raccordato a quello inferiore mediante volute laterali, completato da coppie di lesene, una finestra con balaustra ed un timpano triangolare.

La scala naturalmente oggi non esiste più ma l’immagine miracolosa è tuttora conservata nella “Cappella della Madonna della Scala”, dove è situato anche il monumento funebre del cardinale Prospero Santacroce, che fu il primo ad introdurre a Roma il tabacco o, come allora si chiamava, l’erba Santacroce.

Piazza della Scala e la Chiesa, viste da un attico del vicolo.

L’interno, a navata unica con cappelle laterali, custodisce numerose opere d’arte, come la celebre “Decollazione di S.Giovanni Battista” di Gerit Van Honthorst, un nome forse un pò difficile da pronunciare tanto che è più noto come Gherardo delle Notti.

Nel presbiterio si trova il prezioso ciborio, modello di un tempietto a pianta centrale con colonne di alabastro siciliane e cupola in bronzo. L’altare maggiore è opera di Carlo Rainaldi, mentre al centro del catino vi è una seicentesca “Madonna con Bambino” del Cavalier d’Arpino.

Preziosa la “Cappella di S.Teresa d’Avila”, disegnata dal Pannini, che custodisce nel reliquario il piede destro della santa.

Piazza e Chiesa sono un contesto pieno di suggestioni ed arte, che potremmo racchiudere in queste immagini e dipinti

L’annesso convento è in parte attribuito a Matteo da Città di Castello ed in parte ad Ottavio Mascherino: al secondo piano si trova la speziaria, la più antica farmacia di Roma giunta integra fino ai nostri giorni.

Originariamente istituita per le necessità dei frati, che coltivavano nell’orto le piante medicinali necessarie alla loro salute, alla fine del Seicento fu aperta a tutti e divenne così famosa che vi ricorrevano anche principi, cardinali e perfino i medici dei pontefici.

L’antica spezieria tuttora come era un tempo.
foto d’epoca del giardino e della spazieria alla Scala

Nell’atrio e sulla porta d’ingresso vi sono ancora i ritratti di fra’ Basilio della Concezione, farmacista del Settecento che consolidò la fama dell’esercizio inventando celebri medicamenti come l’acqua antipestilenziale e quella contro l’isterismo.

Le maioliche colorate, i vasi, le bilance, gli alambicchi di distillazione, i mortai sono quelli originali, mentre sono del Settecento l’arredamento, le scaffalature, le vetrine ed il bancone.

1940 a piazza della scala, sullo sfondo chiesa e spezieria

Tra i cimeli più singolari vi è il vaso della theriaca, un farmaco inventato da Andromaco, medico di Nerone, composto di 57 sostanze diverse fra cui carne di vipera maschio, considerata un infallibile antidoto contro i veleni. Inoltre, vi è un rarissimo erbario, “Trattato delli semplici”, attribuito allo stesso fra’ Basilio. Sulle ante degli armadi vi sono ricordate alcune visite celebri come quella di Vittorio Emanuele I, avvenuta il 27 ottobre 1802.

Il Moro Aguiar colpito in vicolo dei Canestrari (oggi dei Panieri) fu portato nella vicina spezieria ala scala, ma per lui non vi fu nulla da fare..

Chiesa e convento furono adibiti, durante la Repubblica Romana del 1849, ad ospedale: qui vi morì Luciano Manara ed il moro seguace di Garibaldi, Andrea Aguyar.

Piazza della Scala e via viste dalla Torre degli Stefaneschi.
Vicolo della scala ed in cima ai tetti il Fontanone…Trastevere come si gode solo da tetti ed attici.
La magia notturna di una delle vie più belle di Trastevere
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