Statue Curiose ed Itineranti

S.Andrea della Valle, fascino Barocco

…Ce ne sono di storie ed aneddoti da raccontare anche  solo in una strada con poca storia; quel Corso Vittorio Emanuele II, concepito dai neo reggenti Savoia, ispirati ai Boulevard Parigini al pari di via cavour e Viale Trastevere (ai tempi Viale del Re…).

Demolizioni alla Chiesa Nuova, per la realizzazione di Corso Vittorio Emanuele II
Edifici gia demoliti alla Chiesa Nuova

Dunque parliamo di fine 800, anni in cui la febbre del nuovo  ed i palazzinari Savoia, desiderosi di ripianare i loro debito con demolizioni e ricostruzioni…fecero scempio del tessuto urbano stratificato in vicoli e piazzette, nei tracciati suddetti, ma della strada in se e degli interventi demolitivi ne parleremo più approfondito, in un post successivo..

L’inizio di Corso Vittorio Emanuele a Torre Argentina, gia sacridico’ s ariati edifici storici

 L’angelo Puntello

L’angelo detto “puntello

Una strada Corso Vittorio dunque, anzi, una vera “autostrada” dove sfrecciano bus ed auto a forte velocità, tra i vicoli, ed insomma,  a 25 anni dall’unità si cominciò a voler dedicare statue a vari pensatori e fautori della novella Italia..ma andiamo con ordine: i luoghi.

Le terme in una ricostruzione attendibile, ricoprivano l’area tra Pantheon, sino al teatro di Pompeo

Piazza S.Andrea della Valle insiste in un area dove,  al tempo di Nerone, si consumavano banchetti , orge e battaglie navali, sulla sua nave ornata d’oro, in quel che un tempo era il lago di Agrippa …Ma cadde l’impero e di quel lago rimase una depressione dove nel 700 sorse appunto, la chiesa .

Anche la fontana antistante, è uno spostamento : proviene da Piazza Scossacavalli, nella spina di Borgo demolita.

Uno splendido esempio di barocco che sarebbe dovuto essere ornato ai lati da due angeli e qui nasce il fatto: …il primo suscitò immediatamente ilarità per la sua postura e quel foro creato dalle dita; Pasquino non mancò di descriverlo così: “Vorrei volare al pari d’un uccello … ma qui fui posto a fare da puntello!”

Piazza S.Andrea della Valle prima delle demolizioni per Corso Vittorio 1860

Alle critiche del popolino si aggiunse anche la critica del Papa, lo scultore non ne poté davvero più e si dice che rispose irriverente: “Al papa l’angelo non piace? E allora il secondo angelo…se lo facesse da solo!”.
(Ignoriamo se sia finito per questo sotto la scure di Mastro Titta), ma  infatti, è impossibile non notare questa stranissima asimmetria: manca l’angelo dal lato destro!

L’evidente asimmetria inconcepibile nel codice barocco della chiesa

All’inizio del 1900. proprio sotto il suddetto famoso “angelo puntello” (Piazza Vidoni), fu posta la statua di un filosofo-abate (Nicola Spedalieri).

Piazza Vidoni quando ospitava la statua d Spedalieri

…Fu subito notata per uno strano dito indice “sospeso” in avanti . Stavolta, i romani concentrarono i loro sberleffi associando questo dito indice con la mano del femmineo angelo-puntello, che invece fa un curioso “buco” con le dita… . Inutile dire che gli ingredienti c’erano tutti: argomento erotico in primis .

S.Andrea con ancora il piazzale senza fontana, ma la statua si intravvede in piazza Vidoni

Anche o forse soprattutto per questo, tale statua nel 27 fu spostata a piazza Sforza e quella del Mamiani che preesisteva, a sua volta ancora più giù, a via degli Acciaioli, sul lato opposto di Corso Vittorio.

Piazza Sforza con la statua di Mamiani come era prima del cambio
Terenzo Mamiani, il luogo odierno dove fu spostata la statua, vicino piazza dell’oro

Altre Statue Itineranti limitrofe 

Inaugurazione della statua di Pietro Cossa a largo Arenula
Piazza S.Elena oggi Largo Arenula, i palazzi al centro non esistono più, al loro posto quella che viene comunemente denominata “area sacra della Torre Argentina

 Dicevamo che dopo 25 anni dalla breccia di Porta Pia, fu ritenuto doveroso donare una statua a eroi e pensatori del calibro di Garibaldi, Cavour, Minghetti, senza tralasciare un drammaturgo come Pietro Cossa. Quest’ultimo, gli si dedicò una statua inaugurata in piazza S.Elena, oggi Largo Arenula, il 27 settembre 1895, grazie al contributo degli italiani e del Comune di Roma.  Ma negli anni 20,  il congiungimento di via Arenula a Corso Vittorio Emanuele II, rese necessario lo spostamento del monumento in un prato all’interno delle Mura Aureliane, nel tratto compreso tra Porta S.Paolo e Porta S.Sebastiano, luogo prescelto quale rifugio per altri relitti architettonici. Soltanto nel 1962 l’Amministrazione capitolina trovò degna collocazione in piazza della Libertà, dove ancora oggi è situata,  ormai seppellita da vegetazione e pressoché invisibile.

 

Demolizioni a Torre Argentina, con l’occasione la statua di Cossa fu spostata nelle mura tra post S.Paolo e Porta S. Sebastiano
La Statua oggi praticamente nell’oblio del fogliame di un giardino incolto

Le Altre Statue

Metastasio, nel bel mezzo della piazza Chiesa Nuova, accanto ad altri reperti (La terrina) anche essi vittime di spostamenti

Ma torniamo a quelle in Corso Vittorio; a  Metastasio che oggi troneggia alla Chiesa Nuova, nel bel mezzo della Piazza , anche se passandoci in macchina, ci si fa poco  caso.

La statua di Metastasio quando trionfava a piazza S.Silvestro
La statua di Metastasio subito dopo il suo riposizionamento

Ebbene, anche questa è una statua itinerante, essendo stata concepita da Emilio Gallori ed inaugurata il 21 aprile 1886 in piazza S.Silvestro. Ma nel 1910, in concomitanza con la sistemazione degli slarghi previsti lungo la direttrice di corso Vittorio Emanuele II, la scultura fu spostata in piazza della Chiesa Nuova, non lontano dalla casa natale del poeta sita in via dei Cappellari n.30. Nel 1920, dopo essere stata dimenticata per 25 anni nei magazzini comunali, rivedeva qui la luce la fontana della Terrina, un tempo al centro di Campo de Fiori, rimossa per sistemarci la Statua a Giordano Bruno.

La fontana della Terrina riposizionata alla chiesa nuova..

Statue, ma anche musei…

Alla fine dell’Ottocento maturava in Giovanni Barracco la decisione di donare la sua raccolta alla città di Roma. Nel 1902 il progetto si realizzava grazie alla concessione, da parte dell’Amministrazione capitolina, di un terreno edificabile nei pressi di San Giovanni dei Fiorentini “formante un piccolo isolato fra corso Vittorio Emanuele, via del Consolato e via Paola”. Su questo terreno veniva edificato ed ultimato nel 1905 il primo Museo Barracco di Scultura Antica. Si trattava di un edificio di modeste dimensioni nello stile di un tempietto ionico, scelta ispirata dal Barracco e progetto di Gaetano Koch, uno degli architetti più noti dell’epoca e autore di alcune tra le principali opere di Roma capitale.

Lo scomparso Museo Barracco ai fiorentini

L’architetto e il collezionista, già collaboratori per il restauro della sede del Senato in Palazzo Madama, davano vita nel nuovo edificio ad un’opera originale sia nel panorama della città contemporanea che nella stessa produzione del Koch. Variamente giudicato negli anni, il primo Museo Barracco costituisce oggi un’opera da rivalutare, inutilmente vittima di un Piano Regolatore, quello del 1931, che ne prevedeva la demolizione per il passaggio della strada che avrebbe congiunto Corso Vittorio al nuovo ponte Principe Amedeo.

Lavori per Corso Vittorio, Palazzo De Roy viene amputato di una cospicua porzione, ma verrà ripristinata la facciata in strada il più simile alloriginale

A nulla valsero le opposizioni di molti, tra cui i discendenti del Barracco e dell’archeologo Ludovico Pollak, che tanto aveva fatto per la collezione e che del Museo era stato il primo direttore onorario. Nel 1938 il museo del Koch veniva sacrificato alle esigenze della nuova viabilità e gli elementi architettonici recuperati venivano trasferiti presso l’Antiquarium comunale.

 

La piccola Farnesina ai Baullari (palazzetto De Roy), dopo gli interventi di adattamento al Corso primi 900

Scompariva in questo modo un museo che aveva rappresentato un momento di modernità nel panorama romano, una realizzazione ispirata a criteri avanzati di museologia, soprattutto nella scelta di un’illuminazione pensata per esaltare le forme scultoree. Un luogo di studio accogliente, dotato di una scelta biblioteca e del primo impianto di riscaldamento mai realizzato in un museo italiano.

Oggi il museo trova posto in quella che viene chiamata “La piccola Farnesina”, ossia il palazzo DeRoy, anche esso subi profonde lacerazioni durante la costruzione di Corso Vittorio, ma rimane un buon esempio di adattamento che ne evitò la demolizione totale.

 

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